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Chirurgia estetica del corpo » Addominiplastica

Obiettivo dell’intervento
L’intervento di addominoplastica viene eseguito per rimodellare la parete addominale eliminando  le pliche di pelle insieme agli eccessi adiposi. Quando necessario l’intervento coinvolge anche la muscolatura della parete addominale al fine di ricomporre le strutture muscolari rimettendole in tensione.

Considerazioni generali 
Il rilassamento cutaneo della regione addominale è una condizione molto comune nelle donne che hanno affrontato una o più gravidanze e nei soggetti con una storia clinica di obesità e sovrappeso. Gli accumuli adiposi localizzati sono presenti e si associano alle pliche della pelle nei soggetti in uno stato di sovrappeso o obesità effettiva o residua.L’Addominoplastica è l’intervento chirurgico che consente la  rimozione del tessuto adiposo in eccesso e delle pieghe cutanee  dell’addome nonchè, quando indicato, il ripristino della competenza della parete muscolare addominale.La finalità dell’intervento non è assolutamente la riduzione del peso corporeo quanto piuttosto quella di ricreare una tensione uniforme cutaneo-muscolare addominale e così migliorare l’aspetto di un addome prominente. Le smagliature, quando possibile, vengono rimosse con l’eccesso di cute asportata.

Casi in cui è indicato l’intervento
Gli interventi di addominoplastica e mini-addominoplastica sono indicati in caso di rilassamento e ptosi cutanea con e senza adiposità localizzata nella regione addominale (addome pendulo, ptosi addominale); in caso di diastasi dei muscoli retti addominali (addome globoso e allargamento dei fianchi per rilassamento muscolare); negli esiti di obesità o soprappeso; negli esiti di gravidanza.

Età in cui è possibile eseguire l’intervento
Non esistono dei limiti di età prestabiliti per questo tipo di intervento che risulta più comune dopo le gravidanze e negli esiti di obesità. Nel caso della gravidanza è opportuno attendere almeno 1 anno dal parto mentre nel caso di pregressa obesità è ragionevole aspettare il massimo dimagrimento e la stabilizzazione del peso.

Periodo dell’anno più indicato per l’intervento
L'intervento può essere eseguito in qualsiasi periodo dell'anno, si preferisce però evitare i mesi centrali dell'estate(Luglio ed Agosto): il caldo, infatti, favorisce l'edema (gonfiore), il sanguinamento (ecchimosi) e rende scomoda la guaina elastica che va portata dopo l'intervento.

Anestesia
Nelle mini-addominoplastiche è possibile, in alcuni casi in cui l’estensione del territorio da anestetizzare è minore, eseguire l’intervento in anestesia locoregionele con sedazione più o meno profonda. Negli altri casi è indispensabilel’anestesia generale..

Durata dell’intervento
L’intervento ha una durata compresa 1 ora e mezza (mini-addominoplastica) e 2 ore e mezza (addominoplastica).

Tecniche chirurgiche
L’addominoplastica o lipoaddominoplastica  è indicata per trattare il rilassamento cutaneo e l’adiposità dell’addome superiore ed inferiore oltre alla cosiddetta diastasi dei muscoli retti. Quest’ultima condizione è determinata da un allontanamento dei muscoli centrali dell’addome tipico della condizione della donna dopo il parto o nelle grosse distensioni addominali nell’obesità. In questo caso si esegue quindi l’asportazione della pelle eccedente, la liposcultura di tutta la regione addominale e dei fianchi e il riavvicinamento e sutura della muscolatura addominale. L’ombelico viene trasposto, vale a dire che viene fatto riemergere sulla cute senza essere spostato. La cicatrice che residua non dipende dalla tecnica ma piuttosto dalla quantità di pelle asportata. Questa decorre tra le creste iliache, passando al di sopra del pube, in modo da essere occultata da un comune slip.
Ci sarà poi una piccola cicatrice periombelicale.La mini-addominoplasticaè indicata quando non vi sia un importante eccesso di pelle o questo sia presente per lo più nella parte bassa dell’addome. In questo caso la cicatrice è molto corta  e solo sovrapubica. Non c’è la cicatrice periombelicale. Attraverso questa mini-incisione è comunque possibile trattare la muscolatura con suture anche fino alla parte superiore dell’addome. La retrazione della cute si avrà principalmente per la più radicale liposcultura.

Durata del ricovero
Nel caso della  mini-addominolplastica  quando questa venga eseguita in anestesia locale con sedazione è possibile la dimissione in giornata. Nei casi maggiori e nell’addominoplastica, eseguite in anestesia generale, è necessario un ricovero di 1 notte, che può prolungarsi a 2 notti in alcuni casi più delicati.

Dalla dimissione alla guarigione 
Nel periodo post operatorio subito successivo all'intervento di addominoplastica il paziente è mantenuto con il tronco a 45° e le cosce flesse sull’addome, è incoraggiato a muovere gli arti inferiori per evitare le stasi venose e le complicazioni emboliche (utile a questo proposito sono le calze elasticizzate sia in sala operatoria sia nei primi giorni fino a quando la deambulazione non è completamente ripresa).
Il giorno successivo l'intervento di addominoplastica alcuni movimenti con il tronco flesso fuori del letto.I drenaggi sono rimossi, se possibile, dopo 24 ore, la compressione elastica va mantenuta giorno e notte per 14 giorni e quindi solo durante il giorno per altre 2 settimane (nei casi in cui sia stata ricostruita la parte muscolare, la contenzione deve essere prolungata per almeno 6 settimane dopo l’intervento di addominoplastica. Viene riferita forte tensione nei 2-3 giorni successivi all’intervento ma raramente dolore.I punti di sutura sono tutti interni e in materiale riassorbibile, quindi non è necessaria la rimozione dei punti se non in qualche caso in cui viene lasciato un solo punto centrale. Questo viene rimosso dopo 6-7 giorni. Per qualche mese è presente una diminuzione della sensibilità della cute sopra la cicatrice ed un gonfiore (edema) nel terzo inferiore dell’addome. Questi segni scompaiono in un tempo variabile tra i 3 ed i 6 mesi. La cicatrice va controllata periodicamente e trattata con creme e cerotti. Si può riprendere attività lavorativa leggera già dopo 2 settimane e si può gradatamente forzare la muscolatura a partire da 4 settimane dopo l’intervento. L’attività sportiva può esere ripresa dopo 2-3 mesi.

Il risultato
Il risultato finale consiste in un addome teso e piano con una maggiore definizione dei fianchi. I processi di guarigione comportano però un attesa di qualche mese (almeno 6 mesi) prima di poter apprezzare il risultato definitivo.

Complicazioni
L’addominoplasticaè un intervento chirurgico sicuro, che tuttavia può comportare complicanze postoperatorie sgradevoli, ed in grado di prolungare notevolmente il processo di guarigione. Alcune pazienti, come ad esempio le fumatrici, hanno un rischio sensibilmente più alto di andare incontro a problemi.

In rari casi residuano cicatrici evidenti, arrossate e rilevate, sgradevoli da un punto di vista estetico. E' questo il caso delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi.  Per prevenire tali cicatrici esistono diverse metodiche basate sull’uso di cerotti e creme specifiche. Tuttavia per correggere queste cicatrici spesso si rende necessario un ritocco chirurgico, che però potrà essere eseguito ambulatoriamente in anestesia locale.

Tutti gli interventi chirurgici, addominoplastica inclusa, prevedono un rischio di sanguinamento intra e postoperatorio. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento causa la formazione di un ematoma (una raccolta di sangue sottocutaneo), che richiede di essere drenato.  In altri casi la colliquazione del grasso o lo sfregamento dei piani di dissezione può provocare raccolte sierose,dette appunto sieromi. Anch’essi richiedono manovre di drenaggio.

Sebbene sia raro che si verifichino infezioni estese, nel caso della addominoplastica non è infrequente lo sviluppo di piccole infezione localizzate, in corrispondenza delle suture, che possono causare la riapertura delle ferite e ritardare notevolmente la guarigione completa. In presenza di infezioni è normalmente necessario un trattamento antibiotico, accompagnato da medicazioni frequenti delle ferite.

Dopo una addominoplastica, soprattutto se estesa, possono crearsi problemi di apporto ematico in grado di causare la perdita di porzioni marginai cutanee dette necrosi. La frequenza con cui questa complicanza è globalmente molto bassa nonostante sia più comune nei fumatori.

La complicanza più temibile è comunque la tromboembolia, per la quale spesso è necessaria una profilassi farmacologia ed  elastocompressiva degli arti.

Info Contatti

Dott. Salvatore Pedone
Via Mazzini, 74
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Trapani - Italia
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