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Chirurgia estetica del corpo » Mastoplastica additiva

Obiettivo dell’intervento
Aumentare le dimensioni del seno migliorandone la forma e ottenendo un risultato il più possibile naturale alla vista e al tatto.

Considerazioni generali 
Non vi è dubbio che il seno rappresenti la caratteristica corporea che si associa maggiormente alla femminilità. Un bel seno dal volume ben proporzionato, alto e consistente, da della donna un’immagine di gioventù e salute generando una forte attrazione sessuale. Le donne hanno sempre dato molta importanza a questo aspetto del loro corpo tanto da considerare un seno sentito troppo  piccolo come una grave menomazione e spesso vivendo questa condizione con un senso di insicurezza anche nel rapporto con l’altro sesso.

La conoscenza acquisita oggi dopo anni d’esperienza su questo tipo di intervento, già condotto su milioni di donne nel mondo, nonché  il recente sviluppo tecnologico delle protesi in gel di silicone ci possono fornire sufficiente sicurezza sull’innocuità dell’impianto mammario e sulla possibilità di ottenere un valido risultato estetico a lungo termine.
Le protesi mammarie  sono, infatti, progettate e testate per durare tutta la vita. Ciò però non significa che non debbano essere controllate nel tempo in quanto comunque possibile la loro usura. I tessuti mammari già presenti mantengono inoltre la propria naturale tendenza a modificarsi e perdere consistenza ed elasticità nel tempo. Ciò può determinare in molti casi la richiesta di un rimodellamento  del seno con eventuale cambio di protesi dopo 15 o 20 anni. 
Le cicatrici sono generalmente invisibili in quanto facilmente nascoste per la loro stessa posizione oltre che da un normale reggiseno. La loro dimensione e localizzazione dipende dalla tecnica utilizzata.
L’intervento non altera l’integrità della ghiandola, e quindi le possibilità di allattamento, in caso di gravidanza.
Le protesi mammarie non impediscono assolutamente qualsiasi accertamento diagnostico sulla mammella per la prevenzione del tumore (mammografia, ecografia, TC, RMN).

Casi in cui è indicato l’intervento

  • Quando si ha un seno troppo piccolo
  • Quando non si è contente delle dimensioni del proprio seno
  • Quando si denota uno svuotamento accompagnato da un lieve rilassamento del seno, a causa di dimagrimento, gravidanza, allattamento od invecchiamento
  • Quando non si è soddisfatte delle dimensioni fornite da un precedente intervento

L'intervento di ingrandimento del seno può essere tranquillamente abbinato ad una correzione delle asimmetrie tra una mammella e l'altra

Età in cui è possibile eseguire l’intervento
L'intervento è possibile dopo che è avvenuta la normale maturazione fisica; in generale, non si hanno controindicazioni a partire dai 18/20 anni.

Periodo dell’anno più indicato per l’intervento
L'intervento può essere eseguito in qualsiasi periodo dell'anno, si preferisce però evitare i mesi centrali dell'estate (Luglio ed Agosto): il caldo, infatti, favorisce l'edema (gonfiore) e rende scomodo il reggiseno elastico che va portato, dopo l'intervento.

Anestesia
L’intervento può essere eseguito in anestesia locale con sedazione anche se spesso richiesta l’anestesia generale.L’intervento può essere praticato in anestesia generale o locale con sedazione profonda.
Consigliata l’anestesia generale.

Durata dell’intervento
L'intervento ha una durata molto contenuta, circa 45-60 minuti. Tenuto conto dei tempi dell'anestesia, del risveglio ed un tranquillo controllo post-operatorio i tempi di permanenza nel blocco operatorio possono essere più lunghi.

Tecniche chirurgiche
Le attuali metodiche consentono di praticare la chirurgia della mammella in tutta sicurezza utilizzando diverse incisioni attraverso le quali passare per il posizionamento delle protesi. Normalmente ciò avviene con un'unica, piccola, incisione nella piega sottomammaria, oppure, lungo il bordo inferiore dell'areola o sotto le ascelle. La scelta dipende da vari fattori tra i quali:  il tipo di protesi, la grandezza dell’areola mammaria, la presenza o meno di cisti o noduli mammari, etc.

Attraverso queste incisioni, non rilevanti dal punto di vista estetico, la protesi mammaria viene posizionata  in sede sottoghiandolare o sottomuscolare ( tradizionale o dual plane)

Sede retromammaria o posizionamento sottoghiandolare
La protesi può essere posizionata direttamente dietro il tessuto mammario in presenza di un suo  adeguato spessore. Secondo molti chirurghi quando la protesi viene inserita sopra il muscolo, ci sarebbe un maggiore controllo nei confronti della forma e del riempimento.

Vantaggi:

  • Buona definizione nel breve periodo della forma e del volume della mammella
  • Facile definizione della posizione del solco sottomammario
  • Non si determinano variazioni di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale
  • Decorso operatorio più rapido e senza dolore

Svantaggi:

  • Aumentato di visibilità e palpabilità dei margini della protesi. Tale fenomeno può essere subito visibile nelle pazienti con poco tessuto mammario e cute sottile.
  • Scadente risultato a lungo termine per la caduta precoce della mammella dovuta al peso della protesi con più veloce atrofia tissutale
  • Peso della protesi avvertito maggiormente dalla donna soprattutto durante l’attività fisica.
  • Mammografie più difficili da eseguire (possibile necessità di effettuare più radiogrammi in diverse proiezioni).

Sede retromuscolare o posizionamento sottomuscolare
La protesi può essere posizionata completamente dietro al muscolo grande pettorale e alla fascia toracica quando il tessuto mammario e sottocutaneo sono di spessore molto ridotto e si voglia quindi ottenere una maggiore copertura dell’impianto. Il posizionamento retromuscolare in questi casi rende l’aspetto della protesi molto più naturale evitando di rendere visibili i margini della protesi sul decolletè).


Vantaggi:

  • Ridotta  visibilità e palpabilità dei margini della protesi nella porzione supero-centrale
  • Ridotta incidenza di contrattura capsulare
  • Maggiore sostegno per l’impianto mammario con minore percezione del peso da parte della donna.
  • Maggiore durata nel tempo del risultato per la maggiore copertura e sostegno della protesi

‚ÄčSvantaggi:

  • Minore proiezione della mammella e definizione della forma
  • Compressione e distorsione della forma della  mammella durante le contrazioni del muscolo pettorale
  • Maggiore distanza tra le mammelle
  • Decorso post operatorio più lungo e doloroso

Sede parzialmente retromuscolare (Tecnica “Dual Plane”)
Posizionando la protesi dietro al muscolo pettorale ma salendo su un piano retroghiandolare al di sotto del suo margine inferiore si possono coniugare i vantaggi della tecnica retroghiandolare con quelli della retromuscolare. La compressione e distorsione della  forma della protesi osservata nella tecnica sottomuscolare viene scongiurata dalla disinserzione delle fibre dell’inserzione costale del muscolo. La funzione del muscolo pettorale non viene, in questo modo,  assolutamente lesa. La visibilità e palpabilità della protesi sul decolletè viene evitata dalla copertura muscolare e al tempo stesso la parte inferiore può arrotondarsi per dare naturalezza alla forma della mammella poiché meno compressa in quanto coperta dalla sola ghiandola.  Il sostegno alla protesi viene assicurato dal sostegno muscolare superiore con una minore percezione del peso dell’impianto e una maggiore durata del risultato. Questa tecnica più evoluta richiede al chirurgo maggiore perizia oltre a maggiore attenzione nel controllo postoperatorio del dolore.

L'ingrandimento del seno deve essere proporzionato alla figura corporea ed a ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Come considerazione generale, non esiste un posizionamento perfetto ed indicato per tutte le pazienti: un chirurgo esperto è in grado di adattare la tecnica alle specifiche necessità del caso, illustrandone adeguatamente vantaggi e svantaggi.

Protesi anatomiche e protesi rotonde   
Le protesi mammarie anatomiche vengono così definite perché possiedono una forma grossolanamente assimilabile ad una goccia che cade, con la porzione inferiore più proiettata e quella superiore che si assottiglia progressivamente verso l’alto. Simulando la forma della mammella quando la donna è in piedi, queste protesi riducono l’eccessiva ed innaturale  rotondità del polo superiore prodotto spesso dall’intervento.

L’uso delle protesi anatomiche non consente solo l’espansione o il riempimento della mammella ma ne permette anche un certo grado di modellamento della forma. Ciò risulta essere particolarmente utile quando in presenza di una mammella modicamente cadente (ptosica) per evitare le cicatrici della mastopessi o  di un tessuto mammario quasi assente per evitare la forma rotonda del seno.
In effetti queste protesi, pur piene di morbidissimo gel di silicone ad alta coesività, sono comunque leggermente più rigide. Ciò è inevitabile se si pensa che queste devono mantenere una forma precostituita. La stessa forma anatomica implica, inoltre, la necessità di un loro preciso posizionamento attraverso una incisione un poco più lunga nel solco sottomammario. La possibilità che la protesi ruotino deformando le mammelle per una complicazione o  nel corso degli anni è inoltre un rischio da tenere in considerazione.
La protesi rotonda costituisce ancora la scelta migliore in presenza di una sufficiente copertura di tessuto mammario ed in assenza di ptosi. Negli altri casi i sostanziali vantaggi offerti dalle protesi anatomiche possono compensare abbondantemente i limiti già detti. Il chirurgo esperto non può essere un fautore esclusivo di una o dell’altra metodica ma un professionista in grado di selezionare le diverse indicazioni al fine di raggiungere la maggiore armonia e la bellezza.

Durante l’intervento viene posizionato un drenaggio  per lato che viene rimosso prima della dimissione.

Durata del ricovero
Normalmente il ricovero è di 24 ore, comprendendo una notte di degenza. Tuttavia, in casi selezionati si può eseguire la dimissione in giornata.  

Dalla dimissione alla guarigione 
Al momento della dimissione si rimuovono i drenaggi e la medicazione e quindi si indossa un normale reggiseno per lo sport, a fascia o a criss-cross, preferibilmente allacciato davanti. Questo deve essere mantenuto giorno e notte per 30 giorni. 

Normalmente tutte le suture sono eseguite solo con punti profondi e non vi sono quindi punti esterni da rimuovere.  Nei casi in cui è richiesta la sutura esterna questa viene rimossa dopo 7-14 giorni. Si possono presentare lieve gonfiore ed ecchimosi per 1-2 settimane, con eventuale dolore al petto ed ai movimenti delle braccia. Per questo motivo è necessario evitare sforzi  e movimenti ampi  per le prime 2 settimane. Praticare una pulizia completa del proprio corpo (è preferibile una doccia) solo dopo la rimozione totale dei punti di sutura. E’ possibile riprendere attività sportive dopo un mese.  E’ consigliabile dormire in posizione supina per un mese. E’ importante evitare l’esposizione diretta al sole delle cicatrici per almeno 2-3 mesi

Il risultato
I seni, pur già belli immediatamente dopo l’intervento, rimarranno più rigidi e contratti durante i primi 1-2 mesi a causa della distensione della cute e la reazione dei tessuti mammari e del muscolo. Il risultato definitivo in termini di forma e morbidezza lo si otterrà dopo 3-6 mesi.

Complicazioni
La protesi mammaria  costituisce pur sempre un corpo estraneo per l'organismo. Per questo motivo, pur coabitando nell'organismo senza provocare danni, viene normalmente circondata da una membrana cicatriziale  detta capsula periprotesica. Questa è una reazione di difesa che l'organismo mette in atto per avvolgere completamente questo corpo estraneo al fine di isolarlo (reazione da corpo estraneo). Quando questa reazione si esprime in eccesso la protesi risulterà essere compressa e deformata dai tessuti reattivi ipertrofici;  le mammelle si presenteranno dure ed in alcuni casi  dolenti.  Una reazione di questo tipo, pur estremamente rara, richiede la rimozione della protesi.


Vanno ricordate altre complicanze comuni ad ogni intervento chirurgico:

  • sieroma: è un accumulo di liquido sieroso all'interno della tasca dove alloggia la protesi; esso richiede un drenaggio; 
  • ematoma: è una raccolta di sangue all'interno della tasca; anch'esso richiede un drenaggio;
  • infezione: è una complicanza fortunatamente molto rara (meno dell' 1% dei casi); spesso nonostante una adeguata antibioticoterapia si impone la rimozione della protesi.

Info Contatti

Dott. Salvatore Pedone
Via Mazzini, 74
91025 - Marsala
Trapani - Italia
C.F. / P.Iva: 01987750815
Tel: 331.2864861 - 339.8699123
dr.salvatorepedone@libero.it

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